La notizia l'abbiamo già data: siamo tra le novità della guida Slow Wine 2027. Qui vogliamo raccontare un'altra cosa: che tipo di cantina cerca una guida come Slow Wine, e perché per una cantina biologica come la nostra quei valori non sono un esame da superare, ma il modo normale di lavorare.
Buono, pulito e giusto: i valori dietro la guida
Slow Wine nasce dal mondo Slow Food, e ne porta con sé l'idea di fondo: un vino deve essere buono, pulito e giusto. Detto in parole semplici:
- Buono: un vino che si beve con piacere e che sa di qualcosa di preciso, non di una ricetta replicabile ovunque.
- Pulito: un vino fatto rispettando la terra, l'acqua e le persone, con il minimo intervento possibile in vigna e in cantina.
- Giusto: un vino che nasce da un lavoro rispettoso di chi lo fa e del luogo in cui viene fatto.
Per questo la guida non si limita al bicchiere. Guarda il legame con il territorio, le pratiche in vigna, le scelte in cantina, la coerenza tra quello che una cantina dice e quello che fa. Il vino resta al centro, ma insieme alla storia di come ci si arriva.
Il legame con il territorio: una vigna nel bosco, in Monferrato
La nostra vigna è a Grazzano Badoglio, nel cuore del Monferrato: 350 metri e una vigna nel bosco. Il bosco intorno ai filari non è un dettaglio di paesaggio, è parte dell'equilibrio della vigna: ne parliamo in Biodiversità in vigna: il bosco che protegge. Un vino legato al territorio, per noi, è prima di tutto un vino che lascia parlare questa collina.
Pulito in vigna: il nostro percorso biologico
Nessun diserbo dal 2021. Nel 2023 abbiamo iniziato la conversione biologica con ICEA, e oggi i nostri vini sono certificati biologici ICEA. Il biologico per noi non è un'etichetta da aggiungere: è la scelta di rinunciare alla chimica di sintesi e di accettare che ogni annata chieda più attenzione e più ore tra i filari. Cosa significa in pratica lo spieghiamo in Agricoltura biologica in vigna e nel racconto della nostra certificazione ICEA.
Pulito in cantina: vendemmia a mano e lieviti dell'uva
La vendemmia è sempre manuale: i grappoli si scelgono uno per uno, e in cantina arriva solo l'uva che merita di arrivarci (perché vendemmiamo a mano). Le fermentazioni sono spontanee, con i lieviti indigeni che l'uva porta con sé dalla vigna: è il modo più diretto per far arrivare il territorio nel bicchiere (i lieviti indigeni e perché contano).
Giusto: scelte fatte per restare
Nessuna di queste scelte è stata fatta pensando a una guida. Sono il modo in cui abbiamo deciso di lavorare, e la segnalazione di Slow Wine 2027 è la conferma che, guardate da fuori, reggono. Per una cantina biologica giovane è il riconoscimento più utile: non un premio a un singolo vino, ma a un percorso.
Assaggia il percorso: i nostri vini biologici
Il modo migliore per capire tutto questo è aprire una bottiglia. Le nostre etichette nascono da uve biologiche certificate ICEA, raccolte a mano e fermentate con i lieviti indigeni.
- Millecolli — 100% Barbera d'Asti DOCG da vigne ventennali, fermentazione spontanea in acciaio.
- Madonna dei Monti — Barbera d'Asti Superiore DOCG, 18 mesi in barrique.
- Giglio Rosa — rosé fermo 100% Barbera.
- Névola — rosé da uve Nebbiolo, nessuna chiarifica né filtrazione.