C'è un'idea diffusa secondo cui agricoltura biologica e tecnologia digitale stiano da parti opposte. Da un lato la vigna tradizionale, l'occhio esperto, la decisione presa annusando il suolo e guardando le foglie. Dall'altro i sensori, gli algoritmi, le schermate piene di dati. Da noi le due cose non sono in conflitto: usiamo la piattaforma XFarm proprio perché ci fa fare meglio il lavoro in biologico.

Ecco come, in concreto.


Cos'è XFarm

XFarm è una piattaforma italiana di agricoltura di precisione nata in Trentino nel 2017, oggi usata da migliaia di aziende agricole in Europa. Integra in un unico ambiente dati da sensori installati in campo, previsioni meteo ad alta risoluzione, modelli previsionali per le principali malattie della vite (peronospora, oidio, botrite) e strumenti per la gestione del quaderno di campagna.

Non è un sistema di automazione: non irrigua al posto nostro, non decide quando trattare. È uno strumento di informazione — ci dice cosa sta succedendo nelle vigne in tempo reale e ci aiuta a interpretare quello che vediamo durante i sopralluoghi. La decisione finale resta sempre nostra.

I sensori in vigna

In diversi punti delle nostre vigne abbiamo installato stazioni di monitoraggio collegate alla piattaforma XFarm. Ogni stazione rileva temperatura e umidità dell'aria, bagnatura fogliare, temperatura e umidità del suolo a più profondità e radiazione solare. I dati vengono trasmessi ogni ora e sono accessibili in tempo reale da qualsiasi dispositivo.

La bagnatura fogliare è il parametro più critico per la gestione delle malattie fungine. Peronospora e oidio si sviluppano in condizioni di foglia bagnata prolungata: sapere esattamente quante ore le foglie sono rimaste umide — e a quale temperatura — ci permette di calibrare i trattamenti con rame e zolfo (i soli ammessi in biologico) nel momento giusto, né in anticipo né in ritardo. Il risultato è usarne meno, e nel momento in cui servono davvero.

La temperatura del suolo a 10 e 30 cm di profondità ci dice quando l'attività radicale è in ripresa dopo l'inverno e quando il suolo è abbastanza caldo per lavorarlo con i macchinari senza danneggiare la struttura. È un dato che in viticoltura tradizionale si stima visivamente; con i sensori lo misuriamo.

Dati meteo e modelli previsionali

Le previsioni meteo standard non sono abbastanza precise per la gestione di un vigneto biologico. Quello che conta non è la temperatura prevista alla stazione di Asti, ma quella che si registrerà nel nostro appezzamento specifico, in quella valle, in quella fascia altimetrica. XFarm fornisce previsioni a scala locale — un chilometro quadrato circa — che integra con i dati delle nostre stazioni.

I modelli previsionali per peronospora e oidio calcolano il rischio di infezione giorno per giorno in base alla combinazione di temperatura, umidità e fase fenologica delle viti. Quando il rischio supera una certa soglia, riceviamo un'allerta. Questo non significa che trattiamo automaticamente: significa che andiamo a guardare le foglie con un'attenzione diversa.

L'agricoltura biologica richiede più tempismo di quella convenzionale, perché i prodotti a disposizione (rame, zolfo, preparati a base di bicarbonato) hanno un'efficacia preventiva ma non curativa. Intervenire dopo che l'infezione è partita è troppo tardi. I modelli previsionali ci danno la finestra di intervento corretta: prima che il fungo si insedi, non prima del necessario.

Monitoraggio del suolo e gestione delle lavorazioni

La salute del suolo è la priorità numero uno di un vigneto biologico. Un suolo compattato, asfissiato o impoverito di materia organica non si ripara in una stagione: i danni si accumulano negli anni. XFarm ci aiuta a tenere traccia dello stato del suolo nel tempo, correlando i dati dei sensori con le lavorazioni effettuate, le precipitazioni e le analisi chimico-fisiche periodiche.

Un esempio pratico: sapere che il suolo a 30 cm ha raggiunto una certa umidità dopo una pioggia ci dice quando è il momento giusto per intervenire con la trinciatrice sulle cover crop, senza rischiare di compattare gli strati profondi con il peso delle macchine. Sembra un dettaglio; per la biologia del suolo non lo è.

La tecnologia al servizio della natura, non al suo posto

L'utilità vera di XFarm è che riduce le decisioni prese per abitudine o per precauzione eccessiva. In viticoltura convenzionale si tende a trattare "per sicurezza", perché il costo di un trattamento in più è basso. In biologico quel costo non esiste, ma il rischio di sotto-trattare è reale. La tecnologia ci dà i dati per decidere in modo informato: non più spesso del necessario, non meno del prudente.

Il sensore non sostituisce l'esperienza di chi cammina tra le viti ogni giorno. Sostituisce il dubbio — o almeno una parte di esso — con un dato. Quello che poi si fa con il dato è ancora una questione di conoscenza, di rispetto per la vigna e per i processi naturali che la governano. Sono le stesse scelte di sempre, prese con più informazioni.


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Questo articolo fa parte del cluster sull'Agricoltura Biologica di Tenuta Magrini. Scopri anche come la biodiversità del bosco circostante contribuisce alla salute del vigneto nell'articolo su biodiversità in vigna, oppure esplora i vini prodotti con questo approccio.