Agricoltura Biologica
Sostenibilità in cantina
Bottiglia leggera, chiusure in canna da zucchero, trasporto ridotto: le scelte concrete che facciamo per produrre vino in modo più responsabile
La sostenibilità non finisce con la vendemmia. Un vino biologico certificato può arrivare in una bottiglia pesante da un chilo, chiusa con un tappo di plastica vergine, spedita su camion per tremila chilometri. Quell'impatto esiste, anche se la vigna era perfetta. Per questo a Tenuta Magrini abbiamo ragionato su ogni materiale e su ogni passaggio che avviene dopo che il vino entra in bottiglia. Non siamo un'azienda a impatto zero e non abbiamo intenzione di dichiararci tali. Ma su ogni voce su cui possiamo incidere abbiamo scelto la strada meno pesante.
La bottiglia leggera
Il vetro è il materiale da imballaggio più pesante che una cantina usa, e il più energivoro da produrre. Una bottiglia bordolese standard pesa intorno ai 500–550 grammi. Le versioni "pesanti" usate da molte cantine per comunicare qualità e solidità superano gli 800 grammi, a volte arrivano a un chilo. Il vetro non è il problema — è riciclabile all'infinito senza perdere qualità — ma produrre vetro vergine richiede molta energia e trasportarlo pesa sul bilancio di ogni spedizione.
Per le nostre etichette abbiamo scelto bottiglie leggere: un peso significativamente inferiore alla media del settore. Questo riduce il consumo di materia prima e abbassa il peso per collo, con effetti diretti sulle emissioni di trasporto. È una scelta che non si vede dalla cantina, ma si misura sulla bilancia e si sente nella bolletta del trasportatore.
Nomacorc Green: la chiusura in canna da zucchero
Sulle nostre bottiglie non troverete né sughero tradizionale né tappi di plastica convenzionale. Usiamo le chiusure Nomacorc Green di Vinventions: tappi in materiale coestrusso a base di canna da zucchero, una materia prima rinnovabile. La canna da zucchero è una coltura che cattura CO₂ durante la crescita; il materiale che ne deriva — polietilene bio-based — ha un'impronta di carbonio significativamente inferiore rispetto al polietilene derivato dal petrolio.
Nomacorc Green è 100% riciclabile nei normali circuiti del riciclo della plastica, a differenza del sughero — che è compostabile ma non riciclabile nella raccolta differenziata standard — e di molti tappi compositi che mescolano materiali non separabili. La coestrusione garantisce una permeabilità all'ossigeno controllata e uniforme tra bottiglia e bottiglia, eliminando la variabilità del sughero naturale e il rischio di contaminazione da TCA (il composto responsabile del "tappo").
Per un vino come il nostro — che non usa chiarificanti pesanti, che ha solfiti ridotti al minimo, che è già "vivo" in bottiglia — avere una chiusura che garantisce una micro-ossigenazione prevedibile è anche un vantaggio tecnico. Il vino evolve in modo coerente, indipendentemente da quale bottiglia si apre.
Impronta di trasporto ridotta
Siamo una piccola cantina nel Monferrato, non una multinazionale del vino con magazzini in ogni continente. La maggior parte del nostro vino viene distribuita in Italia — prevalentemente nel nord — e in un numero limitato di mercati europei. Questa è una scelta commerciale ma ha anche una ragione di coerenza: meno chilometri percorsi significa meno emissioni, e vendere vicino significa anche ricevere feedback più veloce da chi apre le nostre bottiglie.
Per le spedizioni utilizziamo imballaggi in cartone riciclato e riciclabile, senza materiali di riempimento in plastica espansa. Le spedizioni vengono consolidate quando possibile per ridurre i viaggi a vuoto. Non è logistica ottimizzata, siamo troppo piccoli per questo: è attenzione quotidiana a non creare spreco dove non serve.
Uso dell'energia in cantina
La nostra cantina è piccola per vocazione, non solo per dimensione. Non abbiamo impianti di refrigerazione di grande scala per stabilizzare il vino, non usiamo concentratori a vuoto, non facciamo flash-pastorizzazione. È una scelta enologica che è anche una scelta energetica: meno macchine accese, meno consumo. La fermentazione spontanea a temperatura ambiente, in vasche di dimensione contenuta, richiede molta meno energia di una fermentazione controllata in serbatoi industriali.
Il raffreddamento in cantina durante la fermentazione avviene sfruttando le temperature naturali del periodo autunnale — la vendemmia avviene a settembre e ottobre, quando le notti già rinfrescano. Non è climatizzazione: è usare quello che c'è già.
Una coerenza che parte dalla vigna
Tutto quello che descriviamo qui è coerente con la scelta di partenza: coltivare biologico nel Monferrato, con il minimo intervento possibile, rispettando il suolo e la pianta. La nostra filosofia non si ferma alla certificazione ICEA: si estende a ogni decisione materiale che riguarda il prodotto finito.
Preferiamo parlare di scelte concrete — bottiglia, tappo, trasporto, energia — invece che di promesse generiche: ogni voce è misurabile e ogni scelta è motivata. Se nel tempo troviamo soluzioni migliori, le adottiamo.
I nostri vini
Le nostre etichette, tutte certificate ICEA, in bottiglia leggera e con chiusura Nomacorc Green in canna da zucchero.