Una vigna non dorme mai davvero. Anche a dicembre, quando i filari sembrano abbandonati e il vento del Monferrato porta la nebbia bassa fino al bricco, c'è qualcosa che si muove sotto terra. Le radici della Barbera scendono in profondità nelle marne blu di Grazzano Badoglio, assorbono minerali, si preparano al prossimo ciclo. Il viticoltore sa che quello che fa in inverno determina quello che raccoglierà in autunno.
Qui a Tenuta Magrini lavoriamo poco più di tre ettari su un versante esposto a mezzogiorno, a 350 metri sul livello del mare. Barbera in tre espressioni diverse — Giglio Rosa, Millecolli, Madonna dei Monti — tutte nate dallo stesso paesaggio, dalla stessa terra, dallo stesso ciclo annuale. Questo è quel ciclo, mese per mese.
Inverno: silenzio e forbici (dicembre – febbraio)
Il mese di dicembre in vigna ha il sapore della conclusione. Le foglie sono cadute, il legno è nudo, i filari sembrano disegnati a matita sul cielo grigio. Ma è proprio adesso che comincia il lavoro più importante dell'anno: la potatura.
A gennaio e febbraio si pota a Guyot — il sistema di allevamento che usiamo per la Barbera su questi suoli. Si sceglie il tralcio dell'anno, si taglia quello vecchio, si lascia il minimo indispensabile di gemme. Ogni taglio è una decisione che condizionerà la produzione di quell'anno: troppo lungo e la vite si disperde in vegetazione, troppo corto e si rischia di stressarla. Si lavora a mano, con le forbici, in genere nelle mattine più fredde dell'anno. Le dita intirizziscono. I sarmenti tagliati si raccolgono e si triturano per tornare al suolo.
In questo periodo la cantina è tranquilla. I vini dell'annata precedente riposano in acciaio o in barrique, completando la loro evoluzione lenta. C'è tempo per riflettere su cosa ha funzionato e cosa no nell'annata appena chiusa.
Primavera: il risveglio (marzo – maggio)
Il pianto della vite arriva verso la fine di febbraio o i primi di marzo, quando la temperatura del suolo supera i dieci gradi: dalle ferite dei tagli di potatura comincia a sgocciolare linfa. È il primo segnale che il ciclo vegetativo è ripartito.
In aprile il germogliamento trasforma i filari: dal legno nudo escono le prime foglioline di un verde brillante, quasi irreale, che non ha niente a che vedere con il verde polveroso di luglio. È il momento di maggiore vulnerabilità: le gelate tardive possono distruggere i germogli in una sola notte. Sul bricco di Grazzano il rischio è reale fino a metà aprile; l'esposizione a mezzogiorno aiuta, ma non garantisce.
A maggio la vigna cresce velocemente. Si comincia a sfogliare — togliere le foglie in eccesso per favorire l'aerazione dei grappoli — e a legare i tralci ai fili di sostegno. Il suolo tra i filari si gestisce con inerbimento controllato: non diserbiamo, non abbiamo mai usato erbicidi. Le erbe spontanee competono con la vite per l'acqua, ma anche proteggono il terreno dall'erosione e portano biodiversità.
Estate: verde e caldo (giugno – agosto)
A giugno la vigna entra nella fase di fioritura: i grappoli si formano, le bacche sono ancora minuscole e verdi. L'allegagione — quante di quelle bacche si trasformeranno in chicchi maturi — dipende dal tempo di questi giorni. Un giugno freddo e piovoso può compromettere una buona parte della produzione.
Luglio e agosto sono i mesi della gestione del verde. Si fanno le cimature — si accorciano i germogli verticali per evitare che la vite disperda energia — e si controlla la chioma per garantire che il sole e il vento arrivino ai grappoli. In vigna biologica, senza fungicidi di sintesi, la difesa contro peronospora e oidio richiede interventi tempestivi a base di rame e zolfo, nei momenti giusti e nelle dosi minime. Si cammina tra i filari, si guarda, si decide.
Il caldo di agosto può essere importante sulle nostre colline — 35 gradi nelle ore centrali non sono rari — ma le notti restano fresche grazie all'altitudine e al vento. Questa escursione termica è una delle ragioni per cui la Barbera di queste colline ha acidità e profumo che in pianura non si trovano.
Autunno: la vendemmia (settembre – ottobre)
L'invaiatura arriva solitamente a metà agosto: le bacche cambiano colore, dal verde al viola scuro, e inizia l'accumulo di zuccheri. Da quel momento in poi si segue la maturazione con attenzione quotidiana — si assaggiano gli acini, si misurano zuccheri e acidità, si guarda il tempo.
La vendemmia a Tenuta Magrini è sempre manuale e in cassette. Non usiamo vendemmiatrici meccaniche: la Barbera su questi suoli argillosi e pendenti richiede selezione, e una macchina non seleziona. Si raccoglie uva sana, si lasciano i grappoli danneggiati. Il momento della raccolta varia di anno in anno: le uve per il Giglio Rosa si vendemmiano prima, ancora con una certa freschezza; quelle per la Madonna dei Monti restano in vigna più a lungo, fino a ottobre, per raggiungere la maturità piena richiesta dalla Barbera d'Asti Superiore DOCG.
In cantina le uve arrivano intere, pigiate il meno possibile. La fermentazione parte da sola, con i lieviti che vivono sull'uva e nell'aria della cantina. Non si aggiunge nulla.
Il ritorno al silenzio (novembre – dicembre)
Dopo la vendemmia la vigna si prepara al riposo. Le foglie ingialliscono, la fotosintesi si ferma, gli zuccheri vengono stoccati nelle radici e nel legno come riserva per la primavera. I filari tornano al profilo essenziale dell'inverno.
In novembre si fa la concimazione organica — compost e sostanza organica che nutrono il suolo senza alterare l'equilibrio microbico costruito in anni di lavoro biologico. E verso fine novembre, inizio dicembre, si ricomincia a potare. Il ciclo riparte.
C'è qualcosa di rassicurante in questa ripetizione. Non è monotonia: ogni anno è diverso dall'altro — annata calda, annata piovosa, grandine a luglio, agosto perfetto. Ma il ritmo resta quello. E il ritmo è anche quello che finisce nei nostri vini: la memoria di una stagione, che in cantina non si ricostruisce.
I vini che nascono da questo ciclo
Le nostre etichette, tutte fermentate spontaneamente. Il lavoro in vigna che raccontiamo qui è quello che finisce — letteralmente — in ogni bottiglia.
- Giglio Rosa — Vino Rosé fermo →
- Millecolli — Barbera d'Asti →
- Madonna dei Monti — Barbera d'Asti Superiore DOCG →
- Névola — Vino Rosé →
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