La vendemmia manuale: perché facciamo così
Raccogliamo a mano ogni singolo grappolo, in cassette da venti chili. Non per romanticismo: è l'unico modo per selezionare, proteggere l'acino integro e portare in cantina uva sana.
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Si interviene poco. Si aspetta molto.
In cantina siamo ospiti. La vigna ha già fatto il lavoro difficile — ha accumulato zuccheri, acidi, aromi — e il nostro compito è non rovinare quello che ci porta. Per questo a Tenuta Magrini il protocollo di cantina è costruito sull'assenza più che sulla presenza: niente lieviti aggiunti, niente correzioni di acidità, niente filtrazioni pesanti.
La fermentazione parte da sola, quando i lieviti indigeni che vivono sulla buccia dell'uva e nelle pareti della cantina decidono che è ora. Può volerci qualche giorno in più rispetto a un lievito selezionato. Va bene così. In quel tempo lento si costruisce la complessità che poi senti nel bicchiere.
Ogni vino segue la sua strada: il Giglio Rosa e il Millecolli restano in acciaio per preservare il frutto e l'acidità viva della Barbera; il Madonna dei Monti va in barrique per diciotto mesi, dove il legno cede ossigeno senza parlare troppo forte. Il denominatore comune è il tempo: non lo forziamo mai.
In queste pagine raccontiamo ogni passaggio — dalla vendemmia manuale che dà il via a tutto, ai lieviti che non vedi ma senti, fino all'affinamento che trasforma un vino giovane in qualcosa che vale la pena aspettare.
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Settembre, all'alba. Ogni grappolo raccolto a mano in cassette da venti chili, selezionato sul campo. Nessuna rottura meccanica degli acini.
I grappoli arrivano in cantina interi. Si diraspa delicatamente, si seleziona una seconda volta. Solo quello che vale entra in vasca.
Nessun lievito aggiunto. La fermentazione parte quando i lieviti indigeni decidono. Può durare giorni o settimane — non si accelera.
Giglio Rosa e Millecolli affinano in acciaio per preservare frutto e acidità. Il Madonna dei Monti va in barrique per diciotto mesi.
Bottiglia leggera, tappo Nomacorc Green riciclabile. Il vino esce quando è pronto, non quando fa comodo al calendario.
Domande frequenti
La vendemmia manuale ci permette di selezionare grappolo per grappolo, scartando quelli danneggiati o non maturi. Le macchine vendemmiatrici rompono gli acini prima del tempo e non distinguono tra sano e malato. Per chi vuole fermentare con i propri lieviti indigeni, partire da uva integra è tutto.
I lieviti indigeni sono i microrganismi che vivono naturalmente sulla buccia dell'uva e nell'ambiente della cantina. A differenza dei lieviti selezionati commerciali, non vengono aggiunti dall'esterno: avviamo la fermentazione semplicemente lasciando che l'uva cominci a lavorare da sola. Il risultato è una fermentazione più lenta, meno prevedibile, ma capace di trasferire nel vino la firma autentica del luogo.
Il Madonna dei Monti affina diciotto mesi in barrique da 225 litri, seguite da un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Le barrique che utilizziamo sono di secondo o terzo passaggio, così il legno cede ossigeno senza sovrastare il frutto della Barbera.
Lavoriamo per ridurre al minimo l'aggiunta di solfiti. Partendo da uva sana, fermentando spontaneamente e affinando con cura, riusciamo a mantenere quantità molto basse. I livelli esatti variano per etichetta e annata, ma il nostro principio guida è: meno si aggiunge, più il vino parla da solo.
Sì, riceviamo su appuntamento. Scriveteci a wine [at] tenutamagrini.com e organizziamo una visita in vigna e in cantina, seguita da una degustazione. Il vino si capisce meglio dove nasce.
I nostri vini
Quattro etichette da una collina sola. Tre Barbera e un Nebbiolo. Ogni bottiglia è il racconto di una vigna, di un'annata, di un processo che non si abbrevia.
Disponibili in cantina su appuntamento e online su Callmewine.